Sostienici con il tuo 5X1000

Il tuo 5×1000 è per noi importantissimo

Siamo Scout laici, non abbiamo la possibilità di appoggiarci alle chiese e agli oratori per le nostre attività e siamo costretti a prendere in affitto i locali per la sede da privati a prezzi di mercato, anche per questo chiediamo il tuo sostegno.

Per permettere che la nostra proposta educativa possa essere rivolta anche alle famiglie meno agiate abbiamo bisogno del vostro 5×1000, oppure di altri aiuti (donazioni, lasciti) che potete dedurre dall’IRPEF oppure che ci segnaliate locali dove poter svolgere le nostre attività.

Sostienici con il tuo 5×1000: il CF dell’associazione da segnare sul 730 o sull’unico  è 97824070581

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Scarica la locandina e sostienici facendola esporre nei posti di lavoro, nei bar e nei luoghi di ritrovo che frequenti

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il 5×1000 al CNGEI di Fiumicino

Scarica la locandina 2020

Aiutaci a diffondere la nostra proposta di destinazione del 5X1000.

Scarica e stampa la locandina, attaccala sul tuo luogo di lavoro.

Chiedi la possibilità che venga affissa nei luoghi pubblici che conosci (bar, locali, altro) o nei locali del CAF dove presenti la tua dichiarazione dei redditi,

Sostienici con il tuo 5×1000 e con quello dei tuoi parenti: Inviala per mail a parenti e amici, chiedendo loro di sostenere la nostra attività.

Sostienici con il tuo 5×1000: cogliamo l’occasione per chiarificare alcuni dei “miti” che circondano il 5×1000.
1. Il 5×1000 non è una donazione.

Si parla spesso di “donare” il 5xmille, ma non si tratta di una vera e propria donazione, in quanto non comporta una spesa per il singolo cittadino. Il 5×1000 rappresenta infatti una quota dell’IRPEF, un’imposta che viene comunque versata dal cittadino allo Stato e che varia al variare del reddito. Indicando a chi destinare il proprio 5×1000, il cittadino ha l’opportunità di scegliere quale Associazione o ente sostenere con una parte delle imposte che verserà.

2. Il 5×1000 non è uguale all’8×1000 o al 2×1000, né li sostituisce.

Il 5 per mille, l’8 per mille e il 2 per mille sono tre possibilità diverse che lo Stato offre al contribuente per sostenere 3 ambiti diversi:

  • Lo Stato stesso o le organizzazioni religiose (8×1000),
  • Le associazioni senza scopo di lucro e gli enti di ricerca (5×1000),
  • I partiti politici (2×1000).

L’uno non esclude l’altro, il cittadino può quindi indicare la sua scelta per ognuno di questi tre ambiti, designando i destinatari di quelle specifiche porzioni della sua Irpef, sempre senza costi personali

3. Per il 5×1000 non può esistere una ricevuta o una conferma di versamento da parte dell’Associazione scelta.

Per motivi di privacy, lo Stato eroga tutti i contributi destinati all’Associazione in un versamento unico e in forma anonima. Non è quindi possibile per l’Associazione sapere chi ha o non ha scelto di devolvere il 5×1000, né l’importo versato dal singolo sostenitore. L’unico modo per essere certi che il proprio 5×1000 arrivi proprio all’Associazione scelta è accertarsi di indicare il Codice Fiscale dell’Associazione e di apporre la propria firma nello spazio apposito.

4. Anche chi non fa la dichiarazione dei redditi può devolvere il 5×1000.

La possibilità di scegliere a quale ente versare il 5×1000 non è solo per chi ha l’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi: nel CUD è contenuta una scheda integrativa dedicata al 5×1000 che è possibile consegnare ad un ufficio postale o ad una banca, in busta chiusa e apponendo sulla busta la scritta “scelta per la destinazione del 5 per mille dell’IRPEF” (indicando nome, cognome e codice fiscale del contribuente). Il tutto sempre senza costi per il contribuente.

5. Il codice fiscale dell’Associazione e la firma del contribuente sono importanti. Perché?

Senza un’indicazione precisa dell’ente che si vuole sostenere (ovvero se non si inserisce il codice fiscale dell’ente e la propria firma nello spazio apposito), il 5×1000 non viene assegnato all’ente scelto dal cittadino ma viene versato comunque allo Stato, che distribuirà proporzionalmente i fondi raccolti tramite le imposte a seconda del numero di preferenze ricevute dalle associazioni, beneficiando quindi soprattutto gli enti che saranno stati scelti dalla maggioranza dei contribuenti per la devoluzione del loro 5×1000.

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